Grazie alle tecniche di vendita e alle strategie di marketing è possibile creare importanti opportunità di business tali da determinare un aumento delle richieste di mercato e, di conseguenza, la necessità dell’ampliamento dell’organico.

Questa operazione non può essere fatta però a cuor leggero. Dietro la decisione di assumere nuove risorse deve esserci un’oculata analisi della situazione. Ogni unità in più si traduce in un aumento di costi per l’azienda.

Pertanto, soprattutto in Italia, dove il sistema fiscale impone costi e vincoli importanti per ciò che concerne i contratti, è necessario che l’imprenditore capisca quali sono i passi da compiere e gli sbagli da evitare.

Il primo step da cui partire è analizzare i dipendenti attuali e valutarne la resa. Distinguendo i produttivi dagli improduttivi, l’imprenditore deve capire due cose: come far crescere e stimolare ulteriormente i primi, per portali all’eccellenza, e come gestire i secondi, anche a costo di prendere
decisioni drastiche.

Gli improduttivi gravano sul resto dello staff e sull’intera azienda e l’imprenditore non può farsi “intenerire”: se un collaboratore non è produttivo non resta che accompagnarlo alla porta. A quel punto… spazio al nuovo, ma con le dovute accortezze per non gravare sul bilancio. Questo non vuol dire sottopagare i nuovi arrivati, ma aumentare i margini e diminuire i costi fissi con una corretta gestione contabile.

Prima di assumere nuovo personale, è meglio ricordarsi di non fare il passo più lungo della gamba.

Un periodo di stage ti renderà sicuro della scelta e ti darà il giusto tempo per valutare se è la persona giusta per la tua azienda e se la tua azienda è giusta per lui.

A proposito di questo punto, con il marketing devi fare in modo di creare un sogno per le persone a cui proponi un lavoro nel settore impiantistico.

Perché la scelta di lavorare per un’azienda non è un fatto meramente economico, ma è questione di condivisione di obiettivi.